Un … viaggio tra gli olivi.


Un viaggio tra gli ulivi
La presenza di Torri del Benaco tra i comuni che appartengono alla Riviera degli Olivi, è dovuta alla pianta che ne caratterizza il paesaggio. Dal capoluogo alla collina il territorio è punteggiato da diverse varietà di olivi, che raggiungono dimensioni ragguardevoli e producono bacche di ottima qualità. la cui consistenza permette la produzione di un ottimo olio, che vanta l’acquisizione del marchio europeo della denominazione di origine protetta per l’extravergine del Garda.
Un olio dal colore giallo-verdognolo, per la presenza della clorofilla, profumo delicato e sapore morbido ma definito, leggermente fruttato.
E’ un olio di pregio, a bassa acidità (circa lo 0,50%), che viene conservato nelle classiche bottiglie verde scuro, dette “gardesane”, per proteggerlo e distinguerlo da altro olio prodotto nella zona ma non tipico, come vuole il Consorzio di Tutela che ha sede a Cavaion Veronese.
La coltivazione dell’olivo vanta una tradizione antichissima: la sua diffusione avvenne grazie alla presenza sul Garda dei grandi monasteri altomedievali che, usando l’olio per esigenze di culto, favorirono l’espansione della coltura.

Questa attività fu, con la pesca, una delle principali attività economiche della popolazione rivierasca fino a quando nella zona iniziò a svilupparsi il turismo. Oggi, pur se in modo minore rispetto al passato, viene ancora praticata, impegnando i coltivatori per il periodo ottobre/febbraio.
Sono questi i mesi della raccolta, che avviene più o meno come un tempo: la conduzione è spesso a carattere familiare, il ricorso ai fitofarmaci è limitato, il frutto viene raccolto manualmente o battuto, avvalendosi di grandi reti stese sul terreno. Molto caratteristica è la lunga scala a pioli ( scarió o scalì ) di cui ci si serve per arrivare a cogliere l’oliva, depositata poi in un contenitore attaccato alla cintola ( gremàl ), fino a non molti anni fa in pelle d’asino.
Oggi solo le grandi aziende agricole praticano la raccolta avvalendosi di macchine. L’oliva raccolta viene poi trasportata nel più breve tempo possibile al frantoio, che procede alla molitura tramite l’ausilio di moderne macchine.

Raccolta delle olive
Un tempo il sistema di estrazione dell’olio dalla drupa avveniva nei vari tòrcoj disseminati sul territorio, undici solo nel comune di Torri agli inizi del Novecento.
Interessante è la visita alla sala dell’oliva presso il Museo del Castello Scaligero, dove nel cortile è visibile anche un vecchio tòrcol, proveniente dalla contrada di Coi, con parti originali in pietra risalenti, secondo alcuni, addirittura all’epoca romana.  Se il Museo del Castello dà testimonianza dell’antico sistema produttivo, è però spostandoci nel piccolo borgo di Crero, a nord del paese, che è possibile visionare ancora in una casa un vecchio frantoio, con la caratteristica macina un tempo azionata da un asino.