Torri del Benaco non è solo lungolago e acqua azzurra, ma possiede anche un entroterra da molti considerato il più vasto ed interessante di tutta la riviera. E’ un perfetto connubio tra arte popolare, natura e paesaggio. Conoscendo meglio la zona con i suoi sentieri è possibile percorrere decine e decine di chilometri verso Castelletto sul Garda, Garda o San Zeno di Montagna variando continuamente i percorsi.
L’itinerario che consigliamo per questa occasione parte da via Bellini, in località Santa Croce (il primo tornante della strada per Albisano), attraversa l’antica strada Gardesana, chiamata anche “Strada dei cavalli”, per girare dopo tre chilometri verso Albisano e tornare percorrendo in discesa la mulattiera, tra contrade semiaddormentate e capitelli da poco rinfrescati. E’ possibile praticare questo giro di circa nove chilometri a piedi o con la mountain bike; dopo i primi tre chilometri di strada battuta imbocchiamo il sentiero delle Incisioni Rupestri che ci porterà verso Albisano. Sulla destra di questa località notiamo la prima pietra incisa detta “Roccia delle Griselle” che raffigura una serie di imbarcazioni; sulla stessa roccia sono state rinvenute altre incisioni molto interessanti raffiguranti delle armi: grazie alla loro tipologia è stato possibile determinarne l’età (circa 3000 anni ).
Dello stesso periodo sono anche i dodici cavalieri armati di lancia, incisi sulla roccia successiva. Proseguendo si arriva in località Ca’ Bianca e quindi ad Albisano passando dalla contrada delle Sorti; giunti al capitello del Crocefisso, sul bivio Torri del Benaco – Albisano, prendiamo un piccolo sentiero sulla sinistra, attraversiamo la provinciale e ci troviamo nella località Valmagra; continuando in discesa arriviamo a Torri del Benaco.
I riflessi di Torri
Le incisioni rupestri del Garda si trovano dislocate in varie località del Comune di Torri del Benaco e le più famose sono a “Pietra delle Griselle” e la “Pietra dei Cavalieri”, ma la più grande come dimensioni è sicuramente la “Roccia Grande” che si trova in prossimità di Crero (207 m s.l.m.), bellissimo borgo affacciato sul lago. Il nostro percorso ci porterà a visitarla percorrendo una mulattiera che corre quasi sempre in parallelo alla sponda del lago, ma a mezza costa.
L’itinerario inizia dal paese di Torri del Benaco e ci porta a salire fino all’antica contrada di Coi. Superato un capitello, si prosegue verso le Rossone di sopra camminando lungo la mulattiera che prosegue con un andamento altalenante tra aree pianeggianti e leggeri saliscendi in prossimità delle valli. Il percorso è tutto un susseguirsi di meravigliosi panorami che si aprono sul lago in un’alternanza di aree a bosco con la tipica macchia collinare e uliveti terrazzati. Questi scorci permettono approfondimenti sulla formazione glaciale del Lago di Garda e sulla geomorfologia dei versanti. Si prosegue poi attraversando la contrada delle Anze fino ad arrivare alla base del Sengiàlt, un’alta rupe sopra la Valle delle Fornare. Si imbocca a destra il sentiero che sale nel bosco e si raggiunge un incrocio in località Prandine.
La passeggiata prosegue sempre più attraverso tratti boscati dove è possibile osservare le particolarità della tipica vegetazione del versante lacustre, caratterizzata dalla presenza di specie mediterranee adatte a climi miti visto l’effetto di mitigazione climatica indotta dalla presenza del lago. Cominciamo ad addentrarci nelle zone dove si possono osservare alcuni liscioni, rocce levigate in superficie dall’azione del ghiacciaio e dell’acqua con una curvatura concava, che nei secoli sono state utilizzate come delle vere e proprie “lavagne” a cielo aperto. È su uno di questi, la “Roccia Grande” che troviamo, poco più avanti sul percorso, dei graffiti di varie epoche per lo più risalenti all’epoca preistorica con tracce d’incisioni di lettere alfabetiche, figure umane ed animali, tra loro in qualche modo forse connesse in una sintassi ancora non chiara. Ritornati lungo il sentiero scendiamo qualche centinaio di metri fino a raggiungere la contrada di Crero dove possiamo ammirare un bellissimo panorama su tutto l’Alto lago. Il nostro percorso volge alla conclusione e ci inoltriamo lungo la strada asfaltata che scende ripida verso la Gardesana. Scendendo di quota lentamente possiamo ancora ammirare come l’azione dell’uomo abbia trasformato dei ripidi e assolati pendii in aree terrazzate dove spiccano per bellezza e regolarità d’impianto i famosi olivi del lago che producono l’ottimo olio che tutti noi conosciamo. Giunti sull’innesto della Gardesana il pullman ci riaccompagnerà nel centro di Torri del Benaco.
La Pietra dei Cavalieri
La cosiddetta “Pietra dei Cavalieri”, in calcare oolitico, ritrovata sul versante occidentale del Monte Luppia suscita da sempre l’interesse di studiosi ed appassionati. In essa è raffigurata una parata di dodici cavalieri preceduta da due figure umane a piedi dotate di armi. Le considerazioni che gli studiosi hanno avanzato in merito alle armi rappresentate e il minor grado di usura delle figure, farebbero ipotizzare la realizzazione dell’opera in un periodo piuttosto recente, forse durante la prima campagna napoleonica del 1796 che vide lo scontro tra le truppe francesi e quelle austriache anche nei territori tra il Garda, il Baldo e la Valle dell’Adige. Altre supposizioni portano a considerare che le figure umane siano acrobati o cacciatori e non cavalieri e a datarle ad epoche più antiche. Pur nell’incertezza, rimane assodata la suggestiva sfilata di uomini e cavalli che attraversano il territorio benacense provenendo da Nord, forse dalle Alpi.
